Roma: Quando al Trullo si inventò il futuro della fotografia: la storia della Rectaflex
Cultura

Roma: Quando al Trullo si inventò il futuro della fotografia: la storia della Rectaflex

La straordinaria e dimenticata storia della Rectaflex, la prima fotocamera reflex 35mm al mondo dotata di pentaprisma prodotta in serie. Nata nel secondo dopoguerra nei capannoni di via Monte delle Capre al Trullo (Roma), l'azienda riuscì a battere sul tempo i giganti tedeschi e giapponesi.


Ci sono storie custodite tra le pieghe dei nostri quartieri che superano qualsiasi immaginazione. Sapere che la prima fotocamera reflex 35mm al mondo dotata di pentaprisma prodotta in serie è nata a Roma, precisamente nella zona del Trullo, restituisce il ritratto di un'Italia visionaria e pionieristica.

Il contesto: dalla guerra alla riconversione industriale

Quella della Rectaflex e della CISA Viscosa è una pagina affascinante dell'archeologia industriale romana, dove la chimica tessile, i residuati bellici e la genialità ottica si sono incrociati nel quartiere Portuense.

La CISA Viscosa (Compagnia Industriale Società Anonima) possedeva una filiale meccanica al Trullo, in via Monte delle Capre: le officine S.A.R.A. (Studi Attrezzature Realizzazioni Automeccaniche). Durante la Seconda Guerra Mondiale lo stabilimento riparava mezzi bellici, ma alla fine del conflitto si impose la necessità di riconvertire la produzione per scopi civili. La transizione fu guidata da Telemaco Corsi, un giovane avvocato romano appassionato di meccanica di precisione e fotografia.

Il colpo di genio: la nascita della Rectaflex

Il vero sogno di Corsi era creare una macchina fotografica rivoluzionaria. All'epoca il mercato era dominato dai tedeschi e le reflex presentavano un grande limite: l'immagine nel mirino era invertita destra-sinistra e si guardava dall'alto.

Corsi, insieme all'inventore Luigi Picchioni e a un team di tecnici, progettò l'applicazione di un pentaprisma a tetto. I punti chiave di questa evoluzione furono:

  • 1947: Realizzazione del primo prototipo in legno e successivi investimenti della CISA Viscosa.
  • Il primato: La Rectaflex divenne la prima reflex 35mm al mondo con pentaprisma prodotta in serie, anticipando i colossi internazionali con un gioiello di altissima precisione meccanica.

La corsa al pentaprisma: l'Italia batte la Germania

Sebbene la Zeiss Ikon in Germania avesse lavorato a progetti simili prima della guerra (il prototipo Syntax) e l'ungherese Jenő Dulovits avesse brevettato nel 1943 la Duflex (che tuttavia usava un complesso sistema di specchi e non un pentaprisma in vetro), la vera sfida commerciale si giocò nel dopoguerra.

La Rectaflex italiana superò la Contax S della Zeiss Ikon (Germania dell'Est) sulle tempistiche di uscita:

  • Aprile 1948: Telemaco Corsi presentò la Rectaflex definitiva alla Fiera di Milano, avviando le vendite a settembre.
  • Maggio 1949: La Zeiss presentò la Contax S alla Fiera di Lipsia, arrivando sul mercato solo nell'autunno successivo, con un anno di ritardo rispetto agli italiani.

Il legame con il territorio e il triste epilogo

Lo stabilimento del Trullo divenne una cittadella tecnologica dove gli operai romani assemblavano componenti microscopici. Le ottiche venivano commissionate a eccellenze come le Officine Galileo, Schneider o Carl Zeiss, ma il cuore della macchina rimaneva radicato nel tessuto operaio del Portuense.

Nonostante l'eccellenza, i costi di produzione artigianale troppo elevati e la spietata concorrenza tedesca e giapponese portarono alla chiusura. Nel marzo del 1954 la CISA Viscosa interruppe la produzione. I brevetti vennero ceduti al Principe di Monaco, prima del definitivo tramonto del marchio intorno al 1955.

Cosa resta oggi in via Monte delle Capre

Gli stessi edifici della CISA Viscosa/S.A.R.A., dopo anni di abbandono, sono stati recuperati attraverso un programma di rigenerazione urbana. Attualmente i locali ospitano un Centro polivalente di quartiere e la Biblioteca Renato Nicolini, trasformando un vecchio luogo di produzione bellica e industriale in un moderno presidio di cultura e socialità per il territorio.

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