CIAK, SI MENDICA (A SPESE TUE)
Attori e registi di sinistra hanno un talento unico: non si limitano a incassare soldi pubblici, pretendono pure di farci la predica. Sermoni geopolitici, grida al "fascismo", solidarietà assortite: ogni statuetta diventa un microfono per il solito comizio radical chic.
Attori e registi di sinistra hanno un talento unico: non si limitano a incassare soldi pubblici, pretendono pure di farci la predica. Sermoni geopolitici, grida al "fascismo", solidarietà assortite: ogni statuetta diventa un microfono per il solito comizio radical chic.
L’ultima edizione dei David di Donatello è stata l'emblema di questo distacco dalla realtà: quattro ore di noia trasmesse su Rai 1.
Risultato? Tre milioni di italiani hanno cambiato canale dopo pochi minuti. Sono fuggiti da un cinema che ha trasformato Cinecittà in un congresso politico permanente.
LA GARA A CHI LA SPARA PIÙ GROSSA
Sul palco è andato in scena il solito copione:
- Lino Musella premia la "Flotilla" e chiude con "Palestina libera". Meriti cinematografici? Non pervenuti.
- Matilda De Angelis parla di "umiliazione della categoria". Cara Matilda, l'umiliazione non viene dal governo, ma dai botteghini deserti e da un "amichettismo" che decide chi lavora e chi vince solo in base alla tessera ideologica.
- Kefiah d'ordinanza, premi ai corti su Gaza e i soliti pianti per i fondi che "non arrivano mai".
PARLIAMO DI NUMERI (QUELLI VERI)
Tenetevi forte, perché qui i dati superano la fantasia:
- Tra il 2017 e il 2025 lo Stato ha regalato al cinema italiano 7 MILIARDI e 260 milioni di euro. Regalati, a fondo perduto, senza obbligo di restituzione.
- Nel 2026 ne arriveranno altri 606 milioni, eppure gridano alla catastrofe.
- 3 film su 4 finanziati nel 2022-23 non sono mai arrivati in sala. Il contribuente ha pagato per il nulla cosmico.
IL CASO "CIAK, SI MANGIA"
Volete degli esempi? Eccoli:
- Prima di andare via: 669 mila euro di contributo pubblico per un totale di... 29 biglietti staccati. Un successo travolgente!
- Ciak, si mangia: 4 milioni di soldi pubblici, di cui ben 80 mila euro dichiarati in... carta igienica. Risultato al botteghino? 13 mila euro. Nemmeno la parodia più feroce può battere questa realtà.
IMPARIAMO DALLA FRANCIA
Il cinema va sostenuto? Forse. Ma va soprattutto **RIFORMATO**. Basta regali: servono prestiti d'onore. Se produci un film, restituisci i soldi con gli incassi. Se bruci milioni per fare 29 spettatori, ne rispondi come qualunque altro imprenditore.
In Francia funziona così. In Italia, se lo proponi, ti danno del "fascista".
Il cinema italiano non ha un problema di censura. Ha un problema di miliardi sprecati da chi non riempie le sale e non porta nemmeno un film in concorso a Cannes.
Prima di urlare slogan dal palco, questi signori rispondano a una domanda semplice: DOVE SONO FINITI I NOSTRI SOLDI?